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I boschi di Caprese Michelangelo
luogo incontaminato tutto da scoprire

I boschi, la natura incontaminata del nostro comprensorio, quando si attraversano a piedi acquistano altra vita, si arricchiscono di innumerevoli dettagli che catturano l'attenzione e rapiscono le emozioni.

Chiamatelo trekking, escursionionismo, se volete usate termini più o meno esotici, rimane il fatto che qui a Caprese molti dei posti più affascinanti si possono godere appieno solo raggiungendoli con una bella camminata.

Pianta castagno a Caprese Michelangelo

Il castagno, re di Caprese Michelangelo

Il castagno è re, a Caprese, o meglio dovrei dire il marrone pregiato, e questo già lo sanno tutti coloro che conoscono anche solo superficialmente il paese o qualche abitante. E' una delle prime cose che vi diranno, assieme a: "a Caprese è nato Michelangelo!".

Credo che la produzione di marroni e la nascita del grande artista, forse il più grande, abbiano come unico comune denominatore Caprese (e sfido chiunque a trovarne di altri), e anche se le due cose appartengono a due mondi e a due scale di valore così diverse, nel cuore dei capresani si dividono equamente lo spazio, senza sgomitare. Questo è possibile perchè, se aver dato i natali a Michelangelo ci riempie da tempo il petto di orgoglio, i castagneti e i loro frutti ci hanno riempito per secoli la pancia, salvandoci dalla fame.

Se attraversate camminando i nostri boschi, dunque, per cominciare vi imbatterete sicuramente in qualche bel castagneto da frutto, e potrete vedere con quale cura vengono tenuti questi giardini, veri e propri prati rasi (con le varianti di zone a "terra gialla" ed altre più irte di scogli) dai quali si ergono i castagni in un'atmosfera incantata. Più o meno grandi, a volte enormi e secolari, sempre con i loro caratteristici tronchi ritorti e coi rami in forme asimmetriche e bizzarre, che d'inverno disegnano e ritagliano l'aria e nelle altre stagioni la colorano di foglie ora verdi ora brune.

Poi ci sono i cerri e le querce, la legna migliore che ci sia per il caminetto e la stufa, e il castagno selvatico, che al contrario del fratello innestato cresce diritto e veloce, ideale per pali, travi, legname da lavoro e costruzione, è l'ossatura dei solai delle case di Caprese, nonché la materia prima per porte, mobili e finestre.

Colori, profumi e sapori dei boschi di Caprese

E assieme potrete ammirare le forme e i colori del nocciolo selvatico, del carpino, della spinosa cascia (acacia), del ciliegio e del melo selvatico che macchiano i boschi di bianco a primavera, dell'"albero gatto", delle più rare chiazze verdi di abeti e conifere.
Tutti si uniscono nel bosco, si alternano, si spingono, sovrastandosi l'un l'altro e vengono poi ridotti a ragione dal periodico chiarificatore taglio dei boscaioli capresani.

Lungo i sentieri e all'interno dei boschi, all'ombra degli alberi più alti, a volte rado e a volte rigoglioso e fitto, il sottobosco offre una varietà ancora maggiore di colori, profumi e sapori.
Muschi odorosi, erica, erbette commestibili, ginepri, felci e ginestre, il sambuco e i fiori selvatici. Funghi prelibati e preziosi come i porcini e i prugnoli, ma anche altri buonissimi che pur i capresani, per strano contrappasso e naturale avarizia di suffissi sdolcinati, chiamano "-acci" (ottime le "capracce" e i "gallinacci"!), trombette di morto e mazze di tamburo, rosselli e non ultimi, i pregiati tartufi.

E la frutta selvatica! Meline e ciliegie minute, more di rovo e più in alto i lamponi, bacche, nespole, corniole e fragoline di bosco, biancospini e la rosa canina.
Che ottimo cocktail di sensazioni camminando per i boschi di Caprese, e questo solo fino a 800-1000 metri d'altitudine. Salendo verso la sommità del "Faggeto", il monte che ci protegge e ci fa ombra, il "nostro" monte, queste piante lasciano spazio agli imponenti faggi, ai frassini, agli aceri montani, e poi ai bei prati e a visuali sempre più mozzafiato via via che si sale e si scopre la Valtiberina da un lato, il Casentino dall'altro.

Vista sul lago dai boschi di Caprese Michelangelo
Cinghiali boschi di Caprese

La vita nel Bosco

Percorrendo i boschi non mancheranno le occasioni di incrociare il passaggio di cinghiali, daini, caprioli e lepri, già si popolano i boschi di cervi dal vicino parco del Casentino, e poi scoiattoli, ghiri e tassi, upupe, picchi, passeri e rapaci, merli, fagiani, volpi e faine, istrici, ricci…

I boschi di Caprese sono ricchi di vita e di storia.

Quanta parte del loro lavoro i capresani dedicano al bosco come fosse un prezioso giardino, e un tempo ciò accadeva ancora più di oggi. Doveva essere proprio un viavai, una volta. La raccolta dei marroni, la pulizia e potatura del castagneto, il taglio della legna, la caccia e la cerca dei funghi (assieme al passeggiare per puro piacere) sono le attività che portano l'uomo alle macchie ancora oggi, ma un tempo c'erano anche i carbonai, e i contadini che raccoglievano le foglie secche per impagliare le stalle, le foglie da dare agli ovini, le ghiande da conservare nell'acqua (nel botaccio) per i maiali, vi facevano pascolare le capre, e i suini dopo la castagnatura, e qualche contrabbandiere attraversava i boschi per portare un po' di tabacco d'Anghiari in Casentino e per riportare indietro un po' di polvere da sparo da Chitignano, beni preziosi e non comuni.

I boschi di Caprese sono decisamente belli da percorrere ed ammirare, oltre che da vivere, e chi visita il nostro paese forse non potrà comprendere appieno i costumi locali, la storia e il carattere degli abitanti se non pone ai boschi e alla natura la giusta attenzione. Sono un'esperienza appagante e un serbatoio di tradizioni e cultura, e solo respirandone l'aria fresca e profumata si rivivono atmosfere suggestive e senza tempo.