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Agriturismo a Caprese Michelangelo
nel cuore della Valtiberina Toscana

Il nostro Agriturismo si trova a Caprese Michelangelo, in una zona da cui domina la Valtiberina Toscana.

Valtiberina Toscana

La Valtiberina Toscana

La Valtiberina è un angolo di Toscana che ha saputo preservarsi dal turismo mordi e fuggi, conservando così boschi incontaminati, borghi in cui sembra ancora di poter udire il rumore dei carri e dei cavalli e abitanti schietti e cordiali.
Natura, storia e cultura si fondono e danno vita ad un luogo unico, che sarà bello scoprire e visitare.

A partire da Caprese Michelangelo, che ha dato i natali al genio di Michelangelo Buonarroti e che oltre al museo a lui dedicato offre pievi e chiese medievali, luoghi di eremitaggio e meditazione nascosti sotto le fronde degli ampi castagneti che la circondano. Tracce paleolitiche, del dominio longobardo e della presenza di San Francesco contribuiscono al fascino del luogo, in cui qualcuno ha anche creduto di poter trovare la tomba di Totila, re degli Ostrogoti.

A poca distanza da Caprese c'è Anghiari, uno dei borghi medievali più belli d'Italia, Sansepolcro, città natale del maestro rinascimentale della luce Piero della Francesca, Monterchi che ne ospita una delle opere più famose e venerate, la celebre Madonna del Parto, la Verna e il suo splendido santuario.
Ma i dintorni sono pronti a lasciarsi scoprire, con una moltitudine di altri luoghi che raccontano la grande storia e le piccole storie, luoghi di antiche battaglie, di misticismo e preghiera, di tradizioni contadine e di letteratura, di boscaioli e di poeti.

La nostra è una terra ricca ed ospitale, pronta a dischiudere le porte della storia per mostrare musei sorprendenti, edifici in pietra e legno che hanno sfidato secoli, guerre, catastrofi naturali per raccontare il loro nobile passato al visitatore moderno, in cui i sapori sono quelli di una volta, la natura un patrimonio amato e conservato, e la gente vera ed ospitale.
Voi dovete solo lasciarvi affascinare, sorprendere e conquistare.

Eventi in Toscana

In questo angolo rigoglioso della Toscana si concentrano molti centri storico-culturali dove durante il corso dell'anno vengono organizzati eventi e sagre di ogni tipo: dai mercatini dedicati alla tradizione artigianale e gastronica della Valtiberina e provincia di Arezzo, alle feste paesane, alle sagre popolari, ai concerti di musica all'aperto in primavera ed estate.

Sagra della Castagna

Il prodotto più pregiato e tipico di Caprese è il marrone, ovvero un tipo di castagna dalle dimensioni particolarmente grandi e dal gusto saporito e zuccherino.

La coltivazione di marroni e castagne nel nostro territorio era già un'importante risorsa in epoca romana, la pratica è stata poi consolidata e incoraggiata dai monaci benedettini nel tardo medioevo e per secoli i marroni, la farina di castagne e dunque la polenta (nonché i suini che pascolavano nei castagneti a fine raccolta) hanno nutrito i capresani al posto di grano e pane.

Il "Marrone di Caprese Michelangelo" ha ricevuto la Denominazione di Origine Protetta e il paese celebra ogni anno questo prezioso e prelibato frutto, in due fine settimana di ottobre, con la Festa della Castagna, dove è possibile gustare numerosi dolci e piatti a base di castagne, trovare in vendita farina e castagne appena raccolte ed assaggiare molte altre tipicità località locali. Visitandoci in questo periodo potrete provare la calorosa ospitalità dei capresani e partecipare alle iniziative in programma per la festa.

Sagra della castagna Marrone a Caprese Michelangelo

Borghi caratteristici della Valtiberina Toscana

Verde di faggi, querce ma soprattutto dei famosi castagni, Caprese Michelangelo è sito nell'alpe di Catenaria, a 1415 mt. sul livello del mare e attraversato da numerosi corsi d'acqua che confluiscono nel Singerna e da lì nel più famoso Tevere.
Il castagno, detto anche "l'albero del pane", occupa un posto di rilievo nella storia di Caprese e dei suoi abitanti, ed ogni anno, in autunno, riunisce persone da tutta la valle, grazie alla famosa sagra.
Ma se sono i frutti del bosco a rendere ricco il paese, è stato il suo figlio più famoso a renderlo noto nel mondo: quel Michelangelo Buonarroti che qui nacque e che, grazie a un Regio Decreto del 1913, ha donato al paese il suo nome.

La storia di Caprese Michelangelo inizia tuttavia molto prima, ed è testimoniata dai reperti archeologici dell'Era del Bronzo rinvenuti in zona e dagli scavi presso Tifi, che testimoniano che la zona era viva e vitale dal tempo degli Etruschi prima e dei Romani poi. Studi di autorevoli storici individuano poi il Castello di Caprese Michelangelo come il luogo dove trovò la morte, nel 552 d.C., Totila il re dei Goti.
Successivamente, i conti Guidi di Romena presero il possesso del territorio dal 1260 a 1324, quando il vescovo di Arezzo Guido Tarlati conquistò il castello, mentre nel 1783, dopo decenni di anarchia, i Capresani fecero volontaria dedizione alla Repubblica di Firenze.

Caprese è da sempre legato alla famiglia Buonarroti e a Michelangelo, che qui nacque nel 1475, mentre il padre Ludovico svolgeva la funzione di Potestà. In sua memoria, l'antico Palazzo del Podestà, casa natale dell'artista, è stato trasformato nell'attuale Museo Michelangiolesco che raccoglie riproduzioni delle sue sculture e opere pregevoli di importanti scultori contemporanei.
Si può inoltre visitare la chiesa di San Giovanni, oltre che le mura castellane, il palazzo Clusini, oggi sede del municipio, le sale della Rocca, in cui si trovano calchi in gesso donati dalle Gallerie Fiorentine e il suggestivo Museo di Scultura all'aperto.

Caprese Michelangelo in Valtiberina Toscana

Michelangelo Buonarroti: l'Artista

Il più grande orgoglio del paese di Caprese è senza dubbio quello di aver dato i natali al sommo artista Michelangelo Buonarroti, e dal 1913, fugato ogni dubbio sull'evento con approfonditi studi negli archivi fiorentini, il nome di Caprese è ufficialmente accompagnato da quello dell'artista.

Michelangelo nacque nel castello di Caprese il 6 marzo 1475, mentre il padre Ludovico vi svolgeva la funzione di Podestà per conto della Signoria fiorentina e fu battezzato nella chiesa di San Giovanni, ai piedi del Castello.
Oggi è possibile visitare il palazzo dove è nato Michelangelo, sempre nel castello il museo all'aperto con opere scultoree dedicate all'artista da importanti artisti del '900, e la sala con gli antichi calchi in gesso che ci hanno donato le Gallerie Fiorentine. Di recente aggiunta un'affascinante sezione dedicata alla piccola scultura italiana dell'800 e '900.

Michelangelo Buonarroti David

Annoverato nella ristretta cerchia dei borghi più belli d'Italia, Anghiari domina la Valtiberina con le sue rocche e mura medioevali. Noto fin dall'antichità, in una terra di confine in cui ha contribuito a tenere alta le bandiere della toscanità, è stato protagonista della celebre battaglia tra Granducato e Milanesi ritratta da Leonardo da Vinci nel celebre affresco di Palazzo Vecchio a Firenze, ora andato perduto.

Grande e piccola storia si sono così intrecciate nei suoi stretti vicoli, nei giardini nascosti, nelle chiesette anguste ma piene di tesori da scoprire.
Un tracciato urbanistico rimasto intatto nei secoli, raccolto attorno alla ripida "ruga", la stretta via che attraversa il paese rendendolo unico e inconfondibile, e costellato di botteghe artigiane, negozi d'antiquariato e laboratori di restauro.

La tradizionale Mostra dell'Artigianato che ogni anno riempie il paese di turisti e appassionati ha contribuito a far conoscere a molti la magia del borgo, con i suoi spettacolari scorci prospettici e l'atmosfera antica, ma anche la ricchezza dei dintorni, in cui pievi e castelli punteggiano paesaggi boscosi e ancora incontaminati. Ma Anghiari non è un paese ripiegato sul passato e la sua vivace vita culturale, fatta di teatro, tradizioni popolari e amore per la letteratura, ne sono testimoni. Così come la ricca gastronomia, genuina e corposa, che rispecchia il carattere pieno dei suoi abitanti.

Anghiari in Toscana provincia Arezzo

Sita nell'estrema punta della toscana che confina con l'Emilia Romagna, Pieve Santo Stefano è oggi conosciuta in tutta Europa come la Città del Diario.
Grazie all'idea del giornalista e scrittore Saverio Tutino, nel 1984 venne infatti qui istituito, unico nel suo genere, l'Archivio Diaristico Nazionale che raccoglie migliaia fra diari, memorie ed epistolari.

Le origini del paese sono molto antiche e infatti sono state trovate tracce neolitiche e dell'Età del Bronzo, mentre in epoca romana è stato un importante luogo di passaggio, come testimoniano i ruderi dei ponti costruiti nella frazione di Formole, del Pozzale, della Consuma e di Sigliano (dove se ne trovava uno costruito con ben cinque arcate).

Nel luglio del 1656 "fu proposto una devotione d'andare processionalmente tutto il popolo il giorno della vigilia della Natività della Madonna Santissima alla Madonna dei Lumi da durare anni dieci". Sono trascorsi quattro secoli, ma i Pievani, con immutato slancio e intatta devozione, il 7 e l'8 settembre continuano a scendere in processione.

Pieve Santo Stefano in Toscana

Sansepolcro dà il benvenuto ai visitatori in modo tutto particolare, con i campanili delle maggiori chiese cittadine che disegnano uno skyline unico, fatto di tetti e pinnacoli protesi verso il cielo, sullo sfondo delle colline tanto care al suo più illustre cittadino, Piero della Francesca. Un paesaggio che l'occhio attento dell'osservatore non avrà difficoltà a ritrovare nelle opere del maestro della luce, che tanto amò il suo Borgo da volere qui disegnare e poi realizzare la sua casa, attuale sede delle fondazione che porta il suo nome.

Sviluppatasi attorno a un'antica cappella che custodiva le reliquie del Santo Sepolcro (da cui il nome) la città ha mantenuto alcuni edifici e l'assetto urbanistico medioevale, ma nei secoli si è arricchita di palazzi nobiliari e architetture rinascimentali che ne hanno ingentilito l'aspetto.
Cuore della città è l'antica piazza Torre di Berta, mutilata della torre nella Seconda Guerra Mondiale, che ospita ogni seconda domenica di settembre il famoso Palio della Balestra, rievocazione di quel mondo rinascimentale di cui Piero stesso faceva parte e che ha ritratto nelle sue opere, da cui sono infatti tratti i disegni per gli attuali costumi storici.

Verso la piazza si affaccia la Cattedrale, che custodisce il "Volto Santo", crocifisso ligneo di epoca carolingia di pregevolissima fattura e grande devozione popolare, e il Palazzo delle Laudi, sede del comune dalle eleganti linee vasariane.
Il Museo Civico, poco distante, è lo scrigno che custodisce la più famosa opera di Piero, quella Resurrezione così complessa e simbolica da essere diventata la sua opere più famosa e il simbolo del Borgo, insieme a un intenso San Giuliano, a una materna Madonna della Misericordia e un mistico San Ludovico.

Chiese e palazzi costellano poi l'intero paese, affascinando il turista che voglia passeggiare fra le vie del Borgo, e offrono sorprese come la tavola del Rosso Fiorentino conservata nella chiesa di San Lorenzo, o l'eremo francescano di Montecasale sulle colline che sovrastano la valle.

Sansepolcro in Toscana città natale di Piero della Francesca e sede dei Balestrieri

Posizionato in una collina rialzata a cui deve il suo antico nome di Mons Herculis (Monte d'Ercole), Monterchi domina la valle sottostante regalando ai visitatori uno spettacolo unico.

Di chiara impronta medievale, Monterchi vi stupirà per le strette stradine di acciottolato, dove potrete trovare piccole botteghe e caratteristici luoghi di ristoro. Ma Monterchi è universalmente conosciuta per il famoso affresco della "Madonna del Parto", dipinto da Piero della Francesca nel 1459 in onore, probabilmente, della madre. Completamente e magistralmente restaurato nel 1992, l'affresco è oggi visibile nel piccolo museo ad esso dedicato, anche senza prenotazione.

La visita a Monterchi è quindi un appuntamento assolutamente da non mancare, oltre a quelli di Arezzo e Sansepolcro, per gli amanti delle opere di Piero della Francesca.

Un'ultima curiosità relativa al paese è il "museo dei pesi e delle misure", unico nel centro Italia, ospitato nel cinquecentesco palazzo Massi, dov'è raccolta una rara collezione di strumenti di misurazione, come stadere o bilance di precisione, usate in passato per esperimenti scientifici, e illustrate da esaurienti didascalie.

Monterchi in Toscana con vista sulla Valtiberina

Il monte de La Verna fu donato a San Francesco d'Assisi dal Conte Catani, affinchè lo usasse come luogo di ritiro e preghiera.

Il Santo fece delle pietre e delle grotte del monte il suo giaciglio, e delle foreste del Casentino la sua casa in molti momenti importanti della sua vita pellegrina.
Qui operò miracoli (come quello degli uccelli) e soprattutto qui ebbe le stimmate e soffrì il dolore di Cristo.

Sin dal medioevo vi fu edificato un santuario e monastero francescano dei più importanti della cristianità, ed è difficile trovare un altro concentrato pari a questo di atmosfera mistica, arte e bellezze naturali.
Il santuario è costruito in cima ad una suggestiva parete di roccia e qui la natura mostra il verde di boschi incontaminati e di alberi secolari, il dirupo dal quale ci si può affacciare, il "sasso spicco" e la grotta dove il Santo dormiva.

Molto suggestiva è la struttura conventuale in pietra di origine medievale del complesso: il convento, la Cappella delle Stimmate, la Chiesa Maggiore, e il museo dedicato alla vita monacale con i suoi codici miniati, le attrezzature dell'antica farmacia e la "stanza del camino". Qui ammirerete alcune delle sculture invetriate più celebri dei Della Robbia, come l'Annunciazione, e alcune importanti reliquie di San Francesco. Di sicuro una meta imprescindibile durante la permanenza nella zona.

Santuario la Verna San Francesco

A pochi chilometri da Monterchi, ma già in Umbria, vi è la cittadina di Citerna.
Questo incantevole paese fa parte del circuito dei "Borghi più belli d'Italia", e con buone ragioni: l'architettura medievale, le mura cittadine, la posizione arroccata e dominante con splendida vista sulla Valtiberina rendono il piccolo centro molto pittoresco e valgono sicuramente una visita.

Recentemente (2004) è stata attribuita a Donatello una splendida Madonna con Bambino di terracotta, ora restaurata ed esposta al pubblico.

Citerna in Umbria